COMPRARE UN MINI TI CAMBIA LA VITA

La nostra Banda, si sa, è un covo di Ministi adriatici, il nostro sogno è l’orizzonte e la nostra Bibbia la Guida Mini. Ma come si diventa un/una Minista? Ed è davvero sufficiente comprare un Mini 6.50 per definirsi tale? Di seguito c’è il pensiero di Maria Elena Giovinazzo, una velista appassionata, socia del BAR e armatrice convinta di Spot, che dice la sua nel bel mezzo del cammin della sua vita da Minista!

Sono trascorsi ormai più di 9 mesi da quando Spot e il mondo dei Mini sono prepotentemente entrati a fare parte nella mia vita cambiandola.
Mesi intensi di emozioni, di nuove conoscenze e di belle esperienze.
Avvicinarsi a questa variopinta e numerosa famiglia è stato come un turbine da cui vieni prima stordito poi inebriato ed infine travolto.
Lo dico spesso a chi mi circonda e mi vede entusiasta che è una febbre, una “malattia” di cui non puoi fare a meno.

A febbraio 2019 per puro caso mi sono ritrovata sui pontili di Marinara (Marina di Ravenna, ndr) per partecipare con Oltremare ad una tappa del Campionato “infernale” di Ravenna a bordo di Uchuck, il Figaro 1 ormeggiato alla Base Mini… da molti anni mi ero allontanata dall’ambiente della vela per vicende private ed ero desiderosa di ricominciare per riprendere la mano alle manovre in equipaggio, dato che il mio contatto con la vela in quegli anni si era ridotto quasi esclusivamente alle uscite in catamarano al Circolo Nautico Volano.
Per la prima volta ho potuto vedere i Mini da vicino e al pontile Echo di Mini ce ne sono tanti e ognuno ha una storia da raccontare per chi ha voglia di fermarsi ad ascoltare.

Conoscevo già il Mini attraverso il diario di avventure di alcuni velisti che ho conosciuto da quando ho iniziato nel 2005, persone lontanissime dalla mia realtà quotidiana ma incrociate partecipando a corsi di vela, regate e viaggi di scoperta a bordo di tante barche diverse. Ero curiosissima di poter salire a bordo e guardare con attenzione, misurare gli spazi ma soprattutto scoprirne le caratteristiche e poterne vedere da vicino più di uno era un’occasione che non si poteva mancare.. le diversità delle manovre, i materiali utilizzati, i diversi accorgimenti tra Serie e Proto.. il Mini nel mio immaginario era come una palestra con una molteplicità di funzioni, un laboratorio di potenzialità da conoscere e sperimentare. Così sono salita a bordo di 567 e 323 un Proto e un Serie.. cosa volere di più?

In seguito ho preso parte al trasferimento di un Mini in Tirreno da Genova a Livorno, dove era prevista la partenza della prima regata del Circuito Italiano: Arci 2019. L’entusiasmo è venuto immediato perché mi sono trovata subito a mio agio in quella dimensione di navigazione, mi è sembrato il giusto equilibrio tra le esigenze che avevo e che cercavo per la mia ipotetica barca.
Da tanti anni, anche durante quella lunga pausa pensavo ad un percorso tutto
individuale per crescere, diventare autonoma, superare i confini conosciuti per prendersi la piena responsabilità del proprio ruolo, cosa che spesso non ho potuto sperimentare nelle esperienze fatte in equipaggio.

Ho scoperto la vela tardi e non ho potuto fare il percorso che in tanti fanno iniziando da bambini sull’ Optimist e poi mano a mano crescendo attraverso la pratica su altre derive fino ad approdare in equipaggio su barche da regata. Ho sempre pensato che quel primo contatto con il mare e con il vento sia decisivo per acquisire quella sensibilità che fa la differenza… un bagaglio che si arricchisce accumulando esperienze che conferiscono maggiore sicurezza ed autonomia al marinaio nella conduzione di una barca a vela, anche quella più impegnativa.
La passione mi è esplosa che ero già adulta ma questo non mi ha impedito di saltare sull’Hobiecat 16, con cui continuo ad uscire facendo da prodiere e partecipando alle regate di zona. Una dimensione della vela che amo molto e trovo stimolante e che continuerò a praticare per migliorare.

Nei primi anni ho preso al volo tutte le occasioni di imbarco che mi si sono proposte e di navigazioni e regate ne sono venute tante.
Quasi sempre però mi sono ritrovata in equipaggio ad essere supportata, aiutata nel mio ruolo perché non c’era il tempo, la disponibilità, lo spazio per poter imparare a fare da soli… per questo, malgrado le tante esperienze vissute, sentivo di non avere pienamente fatto tesoro e acquisito quel di più da ognuna di esse. Insomma per diventare autonomi serve altro.
Questo desiderio di autonomia si è riproposto alla mente dopo quel trasferimento del Mini in Tirreno e così ha iniziato a lavorare insistente il tarlo di una possibilità, di dare voce alla passione, di potercela fare da sola, di lanciarsi in una nuova avventura..

Improvvisamente si affaccia alla coscienza una domanda: e se questo percorso di
crescita lo facessi con il Mini? Cercavo una barca che fosse insieme solida, sicura e non molto grande… che mi permettesse di andare più o meno ovunque…che potessi condurre da sola per navigare e viaggiare per mare e ho incontrato il Mini.
Non sarei onesta se non dicessi che tutto quello che ruota intorno a questo mondo mi ha affascinata e coinvolta e che le persone che ho incontrato sul mio percorso mi hanno riempita di un tale entusiasmo da non lasciarmi scampo.
I racconti delle regate del Circuito Italiano, i resoconti di chi, attraverso un lungo
percorso per accumulare le miglia qualificative per partecipare alla Mini Transat, ha collezionato aneddoti ed esperienze, ha programmato la sua navigazione in solitario arricchendo il suo bagaglio umano e tecnico per tenacemente portare avanti il sogno di partecipare alla Transat… un mito senza tempo per chi ama questo sport!

Da li è stato un crescendo…. ho iniziato ad interessarmi a tanti aspetti, dati, informazioni, che tutt’ora sono in pieno subbuglio nella mia testolina e non hanno un posto preciso, ma io non ho fretta sono curiosa di capire e conoscere e crescere e ho decisamente trovato acqua per la mia sete…
Anche se in verità non ho trovato solo una barca ma tutto un Universo di cose e
persone che ha preso immediatamente istanza nel mio Mondo.

Quando ho visto Spot, il mio “petit bateau”, per la prima volta non è stato un colpo
di fulmine che si brucia e consuma in breve tempo….
Spot si è lentamente inserita e si è fatta sempre più spazio, ha guadagnato posizioni nelle mie priorità come si conviene ad una barca da corsa esperta che parte prudente perché sa che ci sono tante miglia davanti fino al traguardo e risale decisa, inesorabile una posizione dietro l’altra….
E Spot di oceano e di mare la sa lunga…. di miglia sotto la chiglia attraversando
l’oceano ne ha molte più di tante barche più nuove.
Dopo tanto oceano e tante corse tra le onde, per anni è rimasta abbandonata su di un invaso e grazie alla passione, alla dedizione, a tutto l’amore che ha ricevuto dal suo precedente proprietario Matteo Rusticali, è tornata più bella e in forma di prima per fare quello che le viene meglio: correre!

Spot è unica, non ce n’è un’altra come lei, è un Proto che ha una innumerevole quantità di manovre colorate tutte da imparare. Mi ha fatto sognare un nuovo futuro di sfide per me e per lei insieme, insomma mi sono innamorata!!
Anche se penso che sarò più io ad imparare da lei che invece dovrà avere tanta
pazienza per la mia totale inesperienza.
Insieme a Matteo Rusticali che me l’ha ceduta, abbiamo fatto tanti lavori per riportare la barca in ordine ed ho trascorso tantissime ore nella pancia di Spot e in generale con lei perché ho voluto esserci ad ogni intervento e imparare così a conoscerla in ogni centimetro di pelle di carbonio delle laminazioni, ogni cima piombata, ogni vite e ogni bullone sostituito.
E’ stata una grandissima soddisfazione rivederla in acqua e poter iniziare a navigare!

L’entusiasmo e il desiderio di entrare più a contatto con questo ambiente mi ha poi
spinta a candidarmi come volontaria per i controlli di sicurezza, sia per la partenza a Punta Ala della regata Arcipelago 6.50 a settembre che a Genova per il Gran Premio d’Italia ad ottobre. La navigazione in sicurezza e i protocolli con le tantissime dotazioni che la Classe Mini 6.50 impone ai partecipanti iscritti alle regate del circuito sono tra i temi principali su cui anche Classe Mini Italia sta spendendo molte delle sue risorse in termini di dialogo e coinvolgimento dei partecipanti allo scopo di migliorare sempre di più. E’ stato molto importante ed utile fare questa attività ed è stato molto bello respirare l’atmosfera di pre-partenza del pontile, dove come si conviene nella migliore filosofia del mare e dello Spirito Mini, c’è una grande ed autentica solidarietà tra gli skipper che sono tra loro amici per avere magari già combattuto su di un bordo e sono tutti pronti a scambiarsi aiuti e sostegno a chi è in difficoltà o all’ultimo minuto si ritrova a corto di qualcosa di indispensabile (la fluorescina!!!)
Essere sulla linea di partenza prima dell’ Arcipelago e poi del GPI è stata un’emozione fortissima, la soddisfazione di essere stata un piccolo ingranaggio di un meccanismo più grande che ha permesso a questi marinai di poter partire, di realizzare un desiderio, di portare avanti un sogno per il quale hanno aspettato tanto e che magari hanno preparato con sacrifici di tempo e tante tante risorse umane…

Insomma il Mini ti conquista, cambia la tua vita perché non fai che pensare a come
devi portarlo, a cosa fare per migliorare e dà dipendenza…. una meravigliosa dipendenza!

3°MODULO – Corso di Meteorologia per la navigazione d’altura

Corso di Meteorologia in 3 moduli tenuto dal docente Andrea Boscolo, dedicato a diportisti e regatanti che desiderano approfondire le proprie conoscenze nel campo della meteorologia di base specifica per la navigazione.

3°MODULO: IL METEO LOCALE

Effetti locali in funzione del tipo di costa e caratteristiche del vento; effetti termici e loro caratteristiche; variazioni locali del vento a causa delle nuvole isolate; studio di casi particolari ed esercizi pratici.

Le lezioni sono riservate ai soci della Banda Altomare Ravenna a.s.d.

Costo della singola lezione 80,00€ + quota associativa

Costo del corso intero 180,00€ + quota associativa

Per maggiori informazioni su corso e iscrizioni scrivici all’indirizzo bandaaltomareravenna@gmail.com oppure accedi alla pagina contatti.

2°MODULO – Corso di Meteorologia per la navigazione d’altura

Corso di Meteorologia in 3 moduli tenuto dal docente Andrea Boscolo, dedicato a diportisti e regatanti che desiderano approfondire le proprie conoscenze nel campo della meteorologia di base specifica per la navigazione.

2°MODULO: IL METEO OFFSHORE

Circolazione generale dell’atmosfera; spostamento dei fenomeni; ciclogenesi; depressioni extratropicali; evoluzione, descrizione e passaggio di una depressione; fronte freddo, temporali, variazione del vento; alta pressione; strategia in prossimità dei fronti; le nuvole; esercizi pratici.

Le lezioni sono riservate ai soci della Banda Altomare Ravenna a.s.d.

Costo della singola lezione 80,00€ + quota associativa

Costo del corso intero 180,00€ + quota associativa

Per maggiori informazioni su corso e iscrizioni scrivici all’indirizzo bandaaltomareravenna@gmail.com oppure accedi alla pagina contatti.

Buon Compleanno, Simone!

Oggi, 20 febbraio, è la ricorrenza del compleanno di Simone Bianchetti. Simone è stato un sognatore, un poeta, un navigatore solitario.. ma soprattutto un uomo che ha preso in mano la propria vita ed è andato incontro al suo destino di mare e avventura. Qui sotto un estratto dal libro “Odiavo i velisti”, scritto da Cino Ricci e Fabio Pozzo, per ricordare Simone!

” «E quanti siete?», gli chiesi. «Solo io. Sono un solitario».

Davanti a me c’era un ragazzino con gli occhi penetranti, spiritati. Mi guardava e mi parlava, come un soldato al suo capitano. Non l’avevo mai visto e non sapevo chi fosse. Ma una cosa, almeno, nella vita la so fare: riconoscere un marinaio.

Eravamo a Trieste e, finita la Barcolana, avevo messo in giro una voce, sui moli: se c’era qualcuno disposto a portarmi la barca a Rimini, perché io non potevo. E mi si presentò questo ragazzino. Cos’aveva? Quindici anni, sedici? «E va bene», gli risposi, mentre gli passavo le chiavi della barca. C’era gente lì, amici, che mi sconsigliavano: «Ma sei matto? Non lo vedi che è un ragazzino? E da solo, poi». Beh, ma come fai, se è un solitario…
Dopo, negli anni ho pensato più volte a quel giorno a Trieste (a proposito: la mattina dopo, la mia barca era già a Rimini): non lo sapevo e non ne avevo intenzione, ma fu in quel momento che adottai Simone Bianchetti, un grande navigatore, che solo perché più giovane di me, è stato considerato una sorta di mio figlioccio nautico.

Per essere più esatti, fu lui che adottò me. E, soprattutto, la mia barca. Perché poi la usò per le regate, per la Transat, per la Route du Rhum… E gliene fece di tutti i colori alla mia barca, l’allungava, l’accorciava, le fece rimodellare la prua, più stretta. «Ma glielo lasci fare?», mi rimproveravano gli amici, «quello te la rovina la barca». Era vero, beh, ma come fai, se era un solitario…

Vedi, i solitari sono delle persone strane: sono forti, hanno mani potenti, occhi duri e risentiti, sono contro, contro ogni cosa, contro chiunque, forse persino contro il mare, ma solo in mare stanno bene; è gente che parla a monosillabi, mugugna, bofonchia, ce l’ha sempre con quelli che gli danno i soldi per la barca, per l’impresa, per il progetto, rovistano nei bidoni della spazzatura, come Moitessier, Wakelam, si costruiscono le cose da soli, come Alain Bardiaux, che si fece la barca (senza nemmeno la battagliola) e persino le vele, e poi compì il giro del mondo in solitaria e controvento. I solitari non li puoi giudicare come gli altri. E non parlo di quelli di oggi, che sono già diversi, una specie di meravigliosi ingegneri, che usano strumenti sofisticati, a bordo di barche che sono dei missili, mantengono il contatto con il loro staff e il comitato di regata e affrontano da soli Capo Horn. No, Simone era di quei solitari che non avevano a bordo, a volte, nemmeno la radio, che non erano in grado di usare gli strumenti e manco gli andava di impararlo, che riducevano la sfida a un uomo, una barca e il mare. Quanti timoni automatici ha sfasciato Simone! Non era roba per lui. Simone era come quei grandi solitari dei miei tempi, di quelli che conobbi allora. Era un antico solitario nato troppo tardi, fuori tempo massimo. E quei solitari sono gente che in testa ha un’idea, a cui dà la forma di barca. Ora, è vero che la barca era mia, ma la forma dell’idea di Simone era diversa. E, credetemi, per quelli come lui, è più facile cambiare la forma della barca che quella dell’idea.

(…)

Beh, ma che vuoi, sono così i solitari come Simone. Gente che guarda quello che stai guardando tu, ma vedono altro, che tu non vedi. E li prendi per matti. Poi scopri che avevano ragione loro, perché hanno uno sguardo più profondo. È per questo che ci manca, Simone. Parlo di uno che in riva all’ Adriatico sognò Capo Horn. E ci andò. Da solo.”

ph. credits James Robinson Taylor

1°MODULO – Corso di Meteorologia per la navigazione d’altura

 

Corso di Meteorologia in 3 moduli tenuto dal docente Andrea Boscolo, dedicato a diportisti e regatanti che desiderano approfondire le proprie conoscenze nel campo della meteorologia di base specifica per la navigazione.

1°MODULO: ELABORARE UNA PREVISIONE

Modelli meteorologici, l’atmosfera e gli elementi sinottici, strumenti meteorologici, stabilità ed instabilità, pressione atmosferica, isobare ed elementi isobarici, il vento geostrofico ed il vento al suolo, forze e direzione del vento, attrito, convergenza e divergenza, carte sinottiche, esercizi pratici, referenze internet.

Le lezioni sono riservate ai soci della Banda Altomare Ravenna a.s.d.

Costo della singola lezione 80,00€ + quota associativa

Costo del corso intero 180,00€ + quota associativa

Per maggiori informazioni su corso e iscrizioni scrivici all’indirizzo bandaaltomareravenna@gmail.com oppure accedi alla pagina contatti.